venerdì, dicembre 28, 2007
martedì, dicembre 18, 2007
Cosa succede?
Quando ci si ritrova troppo vicini al sistema che si è sempre osteggiato.
Quando ci si accorge che si stanno impegnando troppe energie in qualcosa che non si considera eccessivamente importante.
Quando ogni mattina aumenta la voglia di trovare qualcosa di più affine.
Quando poche parole svegliano altri interessi.
Quando...
?
venerdì, dicembre 14, 2007
domenica, dicembre 09, 2007
sabato, dicembre 08, 2007
Alcune dediche
Preferirei stare fuori al vento che studiare.
Per lasciargli portare via anche l'ultima punta di sgomento, che oggi avrei da regalarne.
E' inevitabile chiedersi cosa traspare delle persone e cosa rimane invece lì dietro.
No. In verità non è questo quello che mi chiedo, quanto piuttosto come sia possibile non capire, non vedere, non sentire quella parte così evidente degli altri, dell'altro che ci sta proprio lì davanti. Di qualcuno in particolare.
E mi si scuserà, spero, se lascio detta qui questa cosa, ma ci sono situazioni, rapporti, amicizie che davvero fatico a capire.
martedì, dicembre 04, 2007
Senza contesto
Forse va detto, che non si può proseguire.
Che è sempre meglio partire che restare.
Quanto tempo è passato dall'ultima volta?
Quanta vita toglie ogni delirio quotidiano da ufficio?
Senza senso nè valore, se non quello di mandare avanti un piccolo sogno di piccole persone assetate di finto potere.
Se solo si capisse che è tutto inutile, alla fine di una giornata.
Che alle cazzate ci pensi chi vuole farle sue. Io, io vado a dormire.
lunedì, dicembre 03, 2007
Pateticità. Forse.
Penso. E rimango senza parole.
Sarà un difetto di fabbrica, entusiasmarsi o stare contro, alternativamente.
Chiedo scusa. Ma ci sono cose che non riescono a entusiasmarmi.
Persone, soprattutto.
Di nuovo
Ricordo un due luglio.
Notte, rumore di vento, un bicchiere appoggiato sulle scale.
Ricordo una telefonata, lunga.
Voci sempre più lontane.
E decine di pipistrelli che mi seguono verso curve che non riuscivo a vedere.
Ricordo un pomeriggio.
Ma forse non ero più io. A ricordare.
E solo ora capisce, lei, che si è alzata controvento e controvoglia.
martedì, novembre 27, 2007
Capricorno
George Washington e Thomas Jefferson furono due leader fondamentali per la nascita degli Stati Uniti, ma avevano un difetto comune alla maggior parte degli altri padri fondatori: possedevano degli schiavi. Tra tutti gli uomini che contribuirono alla nascita del mio paese, solo uno concesse la libertà ai suoi schiavi: Robert Carter, il proprietario di una piantagione della Virginia, il cui eroismo non viene quasi mai ricordato nei libri di storia. Prendilo come modello per le prossime settimane, Capricorno. È un buon momento per meditare sulle persone che hai tenuto sotto controllo, oppresso o manipolato, impedendogli di sbocciare completamente. Non sto dicendo che hai più colpe degli altri, ma solo che per te è il momento giusto per rimediare.
Gandals, ti fa pensare a qualcosa?
lunedì, novembre 26, 2007
Stralci
Era piuttosto il pensiero della mutevolezza di ogni cosa che la stupiva e l’affascinava.
Aveva tirato fuori i bicchieri, quelli più belli, e quasi senza respirare versò il vino.
Bevve un sorso, solo un sorso, e lo guardò mentre accendeva il fuoco.
Stava bene, si sentiva finalmente libera di essere se stessa senza dover fingere o lottare per apparire sempre al meglio. Era felice, perché sentiva di aver iniziato a camminare di nuovo.
A lungo sopraffatta dai troppi pensieri, ora sentiva solo l’incessabile bisogno di disintossicarsi. Con lui.
[...]
La soluzione era semplice. La pensò in un attimo, il tempo che bastò a togliersi la giacca e saltare nel fuoco.
Urlarono tutti, e nel tentativo di fermarla lui strinse a sé il fuoco fino a perdere i sensi. Gli occhi di pietra si ruppero per lasciar sgorgare lacrime d’oro.
Il corpo di lei si dissolse. Il suo dolore la straziava, ma sapeva che non poteva fermarsi.
[...]
Era l’unico modo, lei lo sapeva.
Non si poteva aspettare oltre, per salvarsi doveva morire in quel vortice di buio. E freddo. Per ritrovarsi di nuovo in tempo. Ed essere lì, quando lui avrebbe ripreso i sensi.
venerdì, novembre 23, 2007
Omaggi
"la serena fa finta...mica è malata veramente...tutte storie.
Chi cazzo ci crede che c'ha l'infezione fossile a 25 anni! Questa neanche il dr.House...che almeno avrebbe detto che si trattava di lupus...invece niente...5 ecografie...neanche una TAC e un'infezione "addominale" (come se l'addome esistesse veramente fuori...cioè a parte che per le Barbie che hanno l' "addome piatto") che resta lì a covare per tutto questo tempo. L'ultima volta che ho visto una cosa del genere emanava una luce viola e c'erano Mulder e Scully che le davano la caccia.
Forse però questo aiuta a capire molte cose... è chiaro che:
1. Serena 25 anni fa è stata rapita dagli alieni, che le hanno impiantato qualcosa nell'addome
2. l'oggetto in questione si è rotto dopo un po' (anche gli alieni usano prodotti made in china)
3. M non è un essere umano ma l'alieno incaricato di osservare l'esperimento biologico n.6 (la serena)
4. Mulder e Scully sono sulle nostre tracce"
Grazie.
giovedì, ottobre 04, 2007
domenica, settembre 30, 2007
Ci sono cose più importanti
Vedo vecchie passioni rimaste a soffocare per troppo tempo, vedo di nuovo discorsi, guerre ideali e meno ideali (eh si, sono io, sono proprio io!), vedo di nuovo a 240° (360° sarebbero davvero una presunzione :) e riprendo i contatti con il mondo.
A modo mio.
http://free-burma.org/
giovedì, settembre 20, 2007
In paradossi di pensieri, voli pindarici di nuova vita, ci si risveglia sudati e stanchi ma con una incomprensibile voglia di andare.
Per chi può capire, il sangue cola giù dal mento, non è andata poi così male, tutto si riconduce a un significato che spesso solo a posteriori riesco a capire.
A distanza di qualche anno.
E mi incuriosisce.
E mi stordisce. Questo essere sempre chiaro nel momento più giusto, mentre io credevo che l'attimo più importante fosse - stupidamente - attimi prima. Anni prima.
domenica, settembre 16, 2007
giovedì, settembre 13, 2007
Stelline per tutti!
Ho conquistato anche io la mia stellina (rossa) per l'Aperitivo sociale di questa sera. Che soddisfazione (editare la pagina e inserire la pwd è stata un'impresa ardua, ma...)!
mercoledì, settembre 12, 2007
Quando ci vuole, ci vuole
Perchè chi passa di qua non può non esserne informato!
Treasure Hunt Wireless Game - Festival dei blog
con relativo wiki
C'è inoltre, a chi interessasse, una piccola pagina anche su Facebook! Gli attending crescono...!
lunedì, settembre 10, 2007
Senza un titolo che valga la pena - O anche: solo io potrei intendere
Al terzo bicchiere di vino si fanno considerazioni interessanti. Si riflette su ciò che è ciò che sarà ciò che è stato. E a nulla valgono i consigli di chi ti sta intorno, persone che incredibilmente (e nel mio cinismo im verrebbe da dire paradossalmente) tengono a te. Forse non cinismo, ma semplicemente incredulità. Perchè l'amicizia è sempre stata un'entita più o meno superficiale, fino ad ora, più o meno discutibile. Una cosa che viene e va, tipicamente adolescenziale. E poi scopri che amicizia è molto più di quello che pensavi, da parte di persone che non immaginavi, e forse non dovresti neanche immaginare, perchè troppo vasta è la tua visione di amicizia e troppo labile il confine con i conscenti.
Ma loro sono lì, non sai come ma li vedi, presenze ben più nitide di altre, e a volte più sfocate.
Parole parole parole che si inseguono, nell'inaspettato equilibrio tra il secondo e il terzo bicchiere. Che poi i bicchieri non sono mai stati un problema, per un astemio mancato.
Per perdermi in pensieri che solo io posso capire, come se mi risvegliassi in un altro corpo per darmi la possibilità di osservarmi da fuori. Un'altra persona. Un'altra vita.
E ti domandi come, come si impara a non conoscersi, per perdere ogni emozione, sostituiti da inutili presenze che arrivano dopo, a ricoprire i ruoli, quando tutti sappiamo che non è possibile, perchè chi ricopre non sarà mai come chi è stato, ma solo un palliativo di qualcosa di sensato. Un noioso palliativo.
E si sa, ma forse si ha bisogno di prendersi in giro per un po'.
Ironia della sorte o irriducibile presunzione. Ed è per questo che le mie parole assumono forma pubblica fino a contrordine, perchè c'è un momento in cui - nel passaggio da privato a pubblico - le parole stesse si accorgono di non essere pronte ad affrontare l'altrove e si ripiegano, divenendo puro pensiero per allietare solo me.
Perchè solo io capisco ciò che è scritto, e osservo.
domenica, settembre 02, 2007
In demenziale scrittura
Brillantina
(Delirio temporaneo - è probabile che sparirà presto dal Baratro per clemenza divina)
Lieve colpo d’anca. Ecco cosa ci vuole per far capire fin da subito agli avversari chi è il migliore.
Colpo d’anca. Colpo d’anca.
Le signore cercano di tenere il ritmo, ma nessuno può starmi dietro. Nemmeno quello lì con la camicia a righe, quello là in fondo, che si atteggia come se fosse il re della pista. “Cosa crede di fare?”. Ora gli faccio vedere io.
Colpo d’anca, passo incrociato a destra, giravolta e di nuovo di fronte alla dama. Devo ammettere che è davvero brava, si muove veloce senza incespicare, o rallentare, passo dopo passo.
Ma stasera non sono qui per le donne. Stasera sono qui per LUI, che mi ha rubato il primo posto tra i ballerini.
Non lo vedo ancora, però. Che abbia deciso di ritirarsi e darmela vinta senza combattere? Ha fatto bene! Che lo capisca una buona volta!
Colpo d’anca. Non distrarti.
Giri folli, il pubblico seduto guarda e deve, DEVE capire che io sono più bravo, che non c’è paragone.
Anche se non lo vedo ancora non posso lasciami andare e smettere di combattere. Prima dello scontro finale, come in tutti i tornei, bisogna sconfiggere gli altri cavalieri.
Ecco! Quello là in fondo, con la maglietta blu e il capello bianco. “Dio che capello!”. Come si può pensare di ballare pettinati così? Anche lo stile ha una sua importanza. “Come fai a non capirlo?”
Colpo d’anca. Giravolta. Doppio passo eeee…
“Cosa crede di fare quello lì?!”
Altra giravolta, passo incrociato, saltello e braccio in alto.
Stasera non si scherza. Non siamo mica in una balera di paese, qua. Guarda quanta gente, lì in fondo. E tutti, TUTTI devono guardare me!
Cambio-musica, la dama si allontana, forse il mio ritmo era troppo veloce. Ma che ci vuoi fare, con i campioni non si scherza!
Giravolta.
Li sto stroncando tutti, non c’è quasi gusto. Non sono avversari degni di me, questi.
Ma QUELLO ancora non si vede, che abbia avuto paura?
Giravolta. Passo. Giravolta.
Inutile, pensavo di vincere, ma non c’è divertimento. Senza di lui.
Braccio in alto.
Eccoli, gli sguardi del pubblico su di me. Eccoli! Quanto li ho aspettati! Quanto li ho voluti!!
Giravolta, braccio in alto, doppio colpo d’anca, giravolta.
Ma dov’è? Speravo di poter dividere con lui questo momento di gloria. Abbiamo ballato, saltato, girato anni. Anni di invidia. Ma forse, forse è lui il più bravo. Forse è lui.
Ma non importa, non m’importa.
Giravolta.
Mi chiedo solo dove sei finito, Sfrappa!?
[abbiate pietà, ahah]
sabato, settembre 01, 2007
lunedì, agosto 20, 2007
venerdì, agosto 17, 2007
mercoledì, agosto 15, 2007
Risvegli
1.
Movimento meccanico, occhi lenzuolo cellulare.
7.03, è presto.
L'ora. E altro.
Chiudo gli occhi per un attimo, in fondo oggi avevo deciso di dormire.
Li riapro. Senza pensarci troppo su scosto il lenzuolo con un gesto secco, mi alzo e apro uno spiraglio della finestra.
Pantaloni, maglietta, sandali.
Acqua sulla faccia.
Dove stai andando?
Acqua sulla faccia.
Scendo piano le scale, dormono tutti, anche gli inquilini.
Dov'è la penna?
Movimento meccanico e biglietto sul tavolo, serafico.
Apro piano la porta e la richiudo. Piano, dormono tutti.
Vento
Pedalo all'impazzata. Il fresco era come l'acqua per un assetato.
Corro verso il porto, ma cambio idea e giro, sotto lo sguardo interrogatorio di un signore.
Anche lui lì per fuggire?
Pedalo. Discesa, pianura, incroci, strade deserte. Chiudo anche gli occhi.
Indecisa sul dove, mi interrogo come in un viaggio.
Destra o sinistra?
Corro vicino alle canne con la rugiada sul braccio, fino all'aeroporto.
E lì, senza fermarmi, giro.
2.
Sopra acqua. Fresca, limpida, alta.
Solo acqua.
In un movimento forsennato, nella speranza che per osmosi si porti via ciò che non mi piace, ciò che non va, che se lo tenga lì.
Lei, solo lei può depurarlo, curarlo. Ciò che non va.
Così: acqua.
martedì, agosto 14, 2007
In un violento vortice
Acqua. Limpida, fresca e solitaria. Una corsa furiosa contro i pensieri, che venivano staccati di pochissimo stando lì, alle calcagna.
Forse ce l'ho fatta, per un attimo credo di essere riuscita a lasciarli indietro. O avanti, se mi fermavo all'improvviso.
In questa folle corsa verso il mare, e poi verso la vetta (per la cronaca: a tempo di record, 1h in salita, sono ancora a bocca aperta. Ma forse la smania di lasciarmi tutto alle spalle mi ha davvero fatto fare un miracolo), sono scivolate molte cose nel buio buco del baratro.
Ultimamente la Matita ha lasciato posto alla penna di altri.
Il cacciatore di aquiloni è già sparito, subito seguito dal Padre Selvaggio di Pasolini.
In attesa rimangono:
La pazza della porta accanto - Alda Merini (credo che sia già caduto a suo tempo, ma la memoria è caduta anch'essa)
Pollo al burro a Ludhiana - Pankaj Mishra
Donna in guerra - Dacia Maraini
Caro Michele - Natalia Ginzburg
La miniera sembra inesauribile.
lunedì, agosto 13, 2007
domenica, agosto 12, 2007
Letture
Dall'opossum a La leggenda di Redenta Tiria, passando per Il cacciatore di aquiloni (sì, anche io lo sto per leggere, con mesi di ritardo rispetto alla metà degli italiani), è caduta nel baratro una lettura decisamente più spiazzante.
Tarot
o Tarocchi
Il consultante: il Baratro
Le carte: 12
Tre libri e una voce esperta
Conclusione: panoramica soddisfacente della situazione del Baratro
Ma siccome siamo scettici e non ci piace granchè che le nostre cose possano venir fuori da un paio di immagini (matti, amanti, imperatrici), ascoltiamo in silenzio un'altra lettura di qualche settimana fa.
Perfetta.
Incredibile.
Ora il Baratro sa.
Ma ora che il Baratro sa, però, cosa succede? Cosa deve fare? Cosa deve risucchiare ancora, perchè possa trovare un equilibrio nel caos?
venerdì, agosto 10, 2007
Ritorno alle origini?
Dopo esser stato risucchiato, Gaza Blues (interessante, soprattutto considerando l'immagine che si ha di quei posti) ha lasciato inaspettatamente il posto a La leggenda di Redenta Tiria di Niffoi.
Update domenica 12 agosto: La leggenda è quasi sparita, che si fa poi?
Cadute notturne
Che dire.
Non è mai troppo tardi per cadere.
Garcìa Lorca è inciampato, stanotte. Se le mie mani potessero sfogliare
Bell'inizio.
Alba
Un tuffo nell'allegria, non c'è che dire.
Ci sono anime che hanno...
Forse per stasera è meglio cambiare.
Majakovskji
Lilicka
...sarà mica meglio che vada a dormire?
giovedì, agosto 09, 2007
Caduti II
Sottotitolo: se qualcuno pensava che il mondo stesse cambiando, eccoci qua.
In un angolo della miniera, una sede distaccata, dove nessuno mai si sofferma a cercare diamanti e oro, ho trovato due volumi illuminanti.
1973. Enciclopedia per ragazzi. Voll. 3 e 4.
- "Che libri sono questi, Mari?" - mentre cerco una sedia per raggiungerli
- "Aaaaaahh! Quella è un'enciclopedia per ragazzi. Di sinistra!"
Mi chiedo perchè "di sinistra". Lo chiedo anche a lei, ma l'unico modo per capirlo è aprire uno dei due volumi.
"Le civiltà". Titoli:
La nascita dell'America Latina
Gli Indios: libero i schiavi?
Il lavoro forzato
(scorro un po' le pagine)
La politica delle cannoniere
I nuovi padroni
Due guerriglieri (fate lavorare la vostra fervida immaginazione)
Pellirosse: comincia il massacro
La politica del più forte
(li scriverei tutti!)
La terra dei monsoni
Il problema della terra
Gandhi
Tra Cina e Giappone: la Corea
Tra India e Cina
Buddisti e musulmani in indonesia
Il dominio europeo
La spartizione del mondo
Di sinistra! Non c'è che dire!
Noto fin troppe differenze con i libri sui quali abitualmente studiano i ragazzi.
Mi dico che nonostante tutte le pecche che può avere un testo del genere, ha indubbiamente il pregio di dare una visione alternativa delle cose.
A volte non serve leggere tanto, se ciò che si legge riporta sempre la stessa interpretazione del mondo. Purtroppo questo è uno dei problemi più diffusi.
E forse anche per questo ora non sappiamo niente dei nostri "vicini di casa" (come a qualcuno piace dire). Forse se fin da piccoli qualcuno ci facesse davvero capire che non ci siamo solo noi e che il mondo non è europacentrico avremmo qualche possibilità in più. Forse.
1973. Qualcuno credeva che il mondo stesse cambiando. Ma prendiamo in mano ora i libri di testo delle elementari, delle medie e, sì, anche delle superiori (colpa mia, nutro un'insofferenza innata nei confronti di liceali et similia). Quali spunti?
Chiudo "Le civiltà". Ormai sono in piena febbre rivoluzionaria. Altro volume. "Bisogni e risorse". Un viaggio immenso fra i bisogni dell'uomo (partendo dai primari: stimolo e risposta, sensi, riproduzione, ecc.).
Titoli a caso:
Un animale sociale
La mortalità infantile
La limitazione delle nascite
Chi mangia e chi digiuna
L'abito fa il monaco
La casa "decorosa" (questo capitolo è splendido)
Megalopoli
Il villaggio dogon (ricordi di tesi)
Il bisogno di comunicare
La libertà di comunicazione
La disinformazione quotidiana
La disinformazione programmata
Il potere dell'informazione
La controinformazione (tutti uno di seguito all'altro, non sono riuscita a trattenermi!)
Il medico della mutua
Il bisogno d'amare (titolo di una sezione intera, accidenti!)
e via...fino ad arrivare a petrolio, conversione e dispersione e a un ultimo capitolo dal titolo "che fare?".
Arrivata alla fine, capisco che nonostante alcune pecche (a 34 anni di distanza dalla pubblicazione credo sia normale) i due volumi sono degni di essere risucchiati dal Baratro.
Altro?
mercoledì, agosto 08, 2007
In caduta libera
In questa giornata produttiva sono cadute nel baratro molte cose.
Pensieri scorrevano, fulminei, lancinandomi la mente (e non solo).
Avrei voluto scrivere ogni volta, ma non avendo un pezzo di carta e una penna dovrò sperare di ricordarmi qualcosa, ora. (cosa improbabile, visto che la mia memoria è un pozzo fondo)
Do quindi il via all’elenco dei caduti, in ordine sparso, così come tornano alla mente.
Caduti I
Un viaggio in Sardegna questa volta si sta trasformando in un viaggio in un’altra dimensione.
Per questa volta nessun discorso su identità e simili.
Primo episodio: casa di campagna, esterno giorno.
Le due arrivano a piedi, con una bici al seguito. Chiamano, come se fossero a casa loro, sapendo già di trovare una signora. Vendita approssimativa di verdure, accompagnata dall’insolita richiesta di “fagiolini già puliti e ormai quasi cotti, pranzo della signora”.
Per chi riesce a immaginare la strana “magia” di quel momento...
Secondo episodio: capannone zona “industriale”, interno giorno.
Ammassi di cianfrusaglie di ogni genere, piatti, mobili, stracci, teglie, mollette per terra, materassi.
Il proprietario decide i prezzi al momento, mentre un topo (o almeno così è sembrato) sfrecciava vicino ai piedi (miei), giocando a nascondino tra un mucchio di cose e un armadio che troneggiava in mezzo al passaggio.
Come sono diverse le persone. Come sono diverse dal mondo che ho conosciuto in questi ultimi mesi. Da una parte è una semplicità disarmante, quasi fastidiosa. Dall’altra è, forse, un po’ rassicurante. Una dimensione dove alcune logiche non sono ancora arrivate, dove l’ordine è solo un accessorio sostituibile.
Tunnel e miniere
Come in libreria. O meglio ancora in biblioteca.
Uno scaffale che è peggio della borsa di Mary Poppins, più libri prendi più ne vedi più ne trovi. E più ne prendi.
Pochi giorni e una valigia troppo piccola (e già pesante) per pensare di poterli portare via.
Cosa cadrà dentro il baratro in un volo senza ritorno?
In ordine di apparizione:
Consigli a un giovane scrittore (Cerami)
Poesie scelte (Fortini)
Poesie scelte Vol. 2 (Garcìa Lorca)
Poesie (Majakovskij) - con tanto di testo russo a fronte!
Poesie (Bukowski)
La prevalenza del cretino (Fruttero&Lucentini)
Il muro (Sartre)
Il libro della fotografia (Feininger)
Tragedia dell'infanzia (Savinio)
Avrei potuto prenderne altri, ma che senso ha spostarli dallo studio alla camera, togliendosi il gusto (e la scusa) di tornare poi a cercarne ancora?
martedì, agosto 07, 2007
Come una libellula selvaggia
(io sorvolerei però...dimmi cos'hai fatto con il greco sulla spiaggia!
Senza fiato senza bronco, sei ritornata ma ti stronco.
Se ti lascio in faccia i segni del saldatore, so che capirai, io non ti porterò...rancore*)
Sale.
La pelle sa di sale. Sempre.
Il Baratro è diventato intimista. Pochi giorni e già si è risvegliata una corrente nera che tira giù ogni cosa.
- "Ma guarda bene! La corrente non è nera! Io la vedo piuttosto...arancione".
- "Arancione?"
- "Come un melone. Ma...non solo! In qualche ansa è viola, e negli ingorghi blu"
Questa è tutta matta, pensa.
- "Blu come le pietre e viola come l'acqua. E rossa, come la strada".
Scenari apocalittici.
I risvegli fanno quasi sempre male, e le parole scorrono via senza prestar attenzione al dolore.
La pelle sa di sale, sempre.
In escoriazioni.
*Rapput - Claudio Bisio
sabato, agosto 04, 2007
giovedì, agosto 02, 2007
Vedo in astratto.
Si, vedo in astratto. A volte.
Vivo in astratto, minuto dopo minuto.
Ogni sorso, ogni gesto.
Non sono lì per poter dire cosa sono.
Non sono lì.
Per poter dire come va.
Come va?
"Mi rincorro nel paradosso di un discorso in circolo".
Proprio un paradosso.
lunedì, luglio 30, 2007
domenica, luglio 29, 2007
Luna. Rossa.
Ambrata.
In un ghigno,
mi guarda mentre mi perdo nel buio.
Scelgo strade scomode
perchè il nero mi avvolga,
senza fiato.
Non c'è casa,
solo un passo ovattato sull'asfalto.
Non c'è casa.
Sarei stata in macchina tutta la notte.
Stralci
venerdì, luglio 27, 2007
mercoledì, luglio 25, 2007
Due stelle cadenti
Due.
Due desideri.
Troppi?
Splendida stellata, anche solo per quello vale la pena convivere con i millepiedi!
lunedì, luglio 23, 2007
Sogni
Da Akira Kurosawa a ideali quotidiani.
La durezza di quella mamma, la paura, il rischio, i risultati di un'azione sbagliata e la capacità di prendersene le conseguenze.
Gli occhi di quel bambino mi hanno incantato, mentre col pugnale in mano cammina verso la fonte dei suoi problemi, disposto a piegare il capo e a convincere che sarebbe disposto a morire pur di tornare a casa. Convincere che sarebbe disposto a morire, ma non morire.
Risolutezza.
Deve tornare a casa, ma sa che quella è l'unica via. Però d'altra parte sa che vuole tornare a casa.
Così cammina. Piccolo, in quel vestito troppo stretto, con quelle scarpe dure che rallentano il passo.
Ma guarda avanti, dove le volpi hanno la casa, e cammina diretto e risoluto verso la fonte dell'arcobaleno.
Come si finisca da Kurosawa al ricordo di quelli che sono i propri ideali non è ben chiaro.
Ma ultimamente ci penso sempre più spesso. Alla vita. Alle persone. Alle interazioni.
Un passo verso fuori, e le cose diventano tutte più chiare, semplici, un po' banali e paradossalmente splendidamente meravigliose, più di quanto non sembrino.
Solo che spesso è più ammissibile non vedere e buttarsi tutto alle spalle, come se non fosse lecito, o accettabile.
E mentre penso a queste cose mi attraversa la mente un altro pensiero.
La felicità non è borghese, ma è borghese pensare che lo sia. Se vogliamo usare questo termine.
Perchè felicità non è una sola cosa, perchè soggettiva.
E si, neanche io mi aggrappo all'idea di felicità che vede nella famigliuola felice con la casa il giardino e la monovolume parcheggiata in garage l'obiettivo da perseguire.
Ma quanto è giusto sminuire la felicità degli altri? Per quanto non condivisa...
Ci pensavo ieri. Battesimo. Rinfresco.
Coppie giovani con figli o in attesa di figli. Matrimoni in grande stile. Case super accessoriate e di rappresentanza. Vite che mi sembrano tutte uguali. Discorsi che mi sembrano già sentiti.
Ma la felicità non è per forza questo.
Come sono arrivata qui?
Sogni.
Passaggi da un battesimo
"Ti stimo".
In effetti forse sarebbe il caso di pensarci su.
Si ride perchè è il gioco dell'ironia.
Ma tornati a casa sappiamo tutti che non è un gioco.
sabato, luglio 21, 2007
Gaza blues
O Urbino blues?
(da Gaza Blues dell’israeliano Etgar Keret e del palestinese Samir El-Youssef)
martedì, luglio 10, 2007
Portfolio
Mi hanno sempre affascinato le combattenti. Quelle più silenziose, soprattutto.
Per questo forse sono tornata più volte su quelle pagine, per guardare di nuovo le "figlie di Zenobia".
Chi è Zenobia? Ebbene no, non lo sapevo. Un nome già sentito, ma si sa, la mia proverbiale ignoranza mi batte senza neanche sforzarsi di lottare.
http://it.wikipedia.org/wiki/Zenobia
http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp/idelemento/42202
venerdì, luglio 06, 2007
martedì, luglio 03, 2007
lunedì, luglio 02, 2007
Un attimo da sola
Appoggia il bicchiere.
E cammina.
Rumore del vento sulle orecchie, un animale in mezzo ai rami.
Cammina.
Arriva lì, nella curva. E fermati.
Non importa cosa penseranno, tu fermati. E chiudi gli occhi.
Ho ascoltato tutti i rumori, cercando di mettere da parte quelli della mia testa.
Una sensazione stupenda, sentirsi completamente fuori dal mondo.
Aprire gli occhi e trovare solo il crepuscolo e una stella.
L'ombra degli alberi e il rumore dei rami.
Non tutti i sensi sono così pronti. Ma l'udito sì, è lì che mi sostiene nel mio muovermi verso la curva.
Panta rei contemporaneo
"Credo che la concentrazione dipenda dalla forma... pensa all'acqua!
Non è che si può concentrare... però volendo riesce a scorrere.
E i pensieri fanno lo stesso percorso dell'acqua".
giovedì, giugno 28, 2007
domenica, giugno 24, 2007
venerdì, giugno 22, 2007
Cose
Ricordo il respiro,
mi scivolava addosso come sabbia
e rimaneva attaccato alla pelle, caldo.
Sabbia cotone e colla,
ogni lacrima scioglie il pensiero.
Fango, scuro.
Ricordo il soffio della sua vista,
il divenire di ogni giorno.
Parole freddo lettere.
Foglia secca di un sogno.
giovedì, giugno 21, 2007
Il futuro non ha memoria
Di sguardi pieni di vento.
Ha sceso piano i gradini, uno per uno. Un passo vagamente saltellante, come se ogni pietra fosse acqua dove non sprofondare.
La polvere rimane lì, insensibile allo scorrere del passo.
Il futuro non ha memoria, risale lentamente verso visioni senza risposta, l'immagine nera di un folle.
Come si scrive di ciò che verrà? Il futuro non ha memoria.
mercoledì, giugno 20, 2007
martedì, giugno 12, 2007
Voli pindarici
Stretto respiro, perso,
invischiato in folli dibattiti sull'essere.
Sei uno specchio in frantumi.
L'uomo, come uno splendido fiore.
La donna, insospettabile eterno albero
che regge ogni brandello di vela.
Il vento spezza il fiato,
ma non lei.
Non c'è timore nei suoi occhi.
Pura carne.
Un lampo ti riporta qui.
Coperta rossa di ogni notte.
Il ricordo della fugacità
è un sollievo senza parole.
Altro lampo.
Mi sveglio sudata,
l'unica compagnia è il vago ticchettio del ghiaccio.
Lampo.
Non avere premura.
Buttàti nel baratro
si impara a volare.
----
Specchio in frantumi
Riporto parole interrotte.
Come acqua sporca
tengo tutta la rabbia.
E' forse pazzia?
Tu. Unica. L'unica.
martedì, giugno 05, 2007
Solo per questa volta
Capricorno.
"Se riesci a convincere le persone che stanno pensando, ti adoreranno", afferma lo scrittore Don Marquis. "Ma se le fai pensare veramente, ti odieranno". Il mio obiettivo di questa settimana è dimostrare che Marquis ha torto: voglio che tu mi adori per averti fatto veramente pensare. Nella speranza di riuscire nel mio intento, ti assegno il compito di rivedere un paio delle tue vecchie teorie su come funziona il mondo. Mentre vai a caccia delle informazioni che ti aiuteranno a cambiare idea, cerca di provare una tenera benevolenza nei miei confronti, il saggio che ti chiede di affrontare un compito così arduo ma potenzialmente gratificante.
lunedì, maggio 28, 2007
Ora che so chi è!
"Nello spazio in cui vive un cacciatore possono vivere dieci pastori, cento contadini e mille giardinieri. La crudeltà contro gli animali non può essere conciliabile né con una vera cultura, né con una vera erudizione. E' uno dei pesi più caratteristici di un popolo grezzo e ignobile" -Alexander v. Humboldt
Nuove forme
Il baratro si è lasciato prendere la mano, risucchiando non solo le visioni ma anche pensieri e idee di vario genere, convinzioni, scelte. E risputa fuori una massa informe di colori e idee, molto, forse troppo diverse.
Ma si sa, i baratri sono così, non li controlli, cadi e basta.
Quindi, ecco la nuova fase (temporanea?) del Baratro.
Oggi è nero, come la copertina del libro che c'è caduta dentro. Nero e giallo.
Non me ne voglia chi non ci crede, io non ho potere, è lui che decide.
domenica, maggio 27, 2007
Plutarco
Se sei convinto di essere naturalmente predisposto a mangiar carne, prova anzitutto a uccidere tu stesso l'animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani, senza ricorrere a un coltello o a un bastone o a una scure. Fà come i lupi, gli orsi e i leoni, che ammazzano da sé quanto mangiano... - Plutarco, Del mangiar carne
Ecocidio
"L'eliminazione della carne dalla dieta umana segnerebbe una svolta dal punto di vista antropologico nella storia della consapevolezza umana. Superando la cultura della bistecca, si forgerebbe un nuovo contratto sociale, basato sulla protezione della salute della biosfera, sull'impegno a sostentare altri esseri umani e sull'interesse per il benessere delle creature con cui condividiamo il pianeta" --> Jeremy Rifkin
Per quanto possa fare comodo rimanere attaccati all'idea della carne come alimento fondamentale nella dieta dell'essere umano (perchè così è sempre stato, perchè i nostri nonni, perchè le proteine e tutta quella serie di giustificazioni che colmano la bozza dei più), alcune voci autorevoli non si fanno intimidire, e continuano a spiegare, ognuno dal suo punto di vista, i motivi che dovrebbero spingere l'uomo (e la donna, la nonna, i bambini, per non sentire poi i commenti di quelli che - sarcasticamente - "l'uomo o l'essere umano?") ad abbandonare la bistecca (ma anche la coscia di pollo, il filetto, il coniglio, ...).





