A piedi scalzi
La seconda luna piena del mese.
Non si sa mai.
Ricordo il respiro,
mi scivolava addosso come sabbia
e rimaneva attaccato alla pelle, caldo.
Sabbia cotone e colla,
ogni lacrima scioglie il pensiero.
Fango, scuro.
Ricordo il soffio della sua vista,
il divenire di ogni giorno.
Parole freddo lettere.
Foglia secca di un sogno.
Di sguardi pieni di vento.
Ha sceso piano i gradini, uno per uno. Un passo vagamente saltellante, come se ogni pietra fosse acqua dove non sprofondare.
La polvere rimane lì, insensibile allo scorrere del passo.
Il futuro non ha memoria, risale lentamente verso visioni senza risposta, l'immagine nera di un folle.
Come si scrive di ciò che verrà? Il futuro non ha memoria.
Stretto respiro, perso,
invischiato in folli dibattiti sull'essere.
Sei uno specchio in frantumi.
L'uomo, come uno splendido fiore.
La donna, insospettabile eterno albero
che regge ogni brandello di vela.
Il vento spezza il fiato,
ma non lei.
Non c'è timore nei suoi occhi.
Pura carne.
Un lampo ti riporta qui.
Coperta rossa di ogni notte.
Il ricordo della fugacità
è un sollievo senza parole.
Altro lampo.
Mi sveglio sudata,
l'unica compagnia è il vago ticchettio del ghiaccio.
Lampo.
Non avere premura.
Buttàti nel baratro
si impara a volare.
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Riporto parole interrotte.
Come acqua sporca
tengo tutta la rabbia.
E' forse pazzia?
Tu. Unica. L'unica.
Capricorno.
"Se riesci a convincere le persone che stanno pensando, ti adoreranno", afferma lo scrittore Don Marquis. "Ma se le fai pensare veramente, ti odieranno". Il mio obiettivo di questa settimana è dimostrare che Marquis ha torto: voglio che tu mi adori per averti fatto veramente pensare. Nella speranza di riuscire nel mio intento, ti assegno il compito di rivedere un paio delle tue vecchie teorie su come funziona il mondo. Mentre vai a caccia delle informazioni che ti aiuteranno a cambiare idea, cerca di provare una tenera benevolenza nei miei confronti, il saggio che ti chiede di affrontare un compito così arduo ma potenzialmente gratificante.