Senza un titolo che valga la pena - O anche: solo io potrei intendere
Al terzo bicchiere di vino si fanno considerazioni interessanti. Si riflette su ciò che è ciò che sarà ciò che è stato. E a nulla valgono i consigli di chi ti sta intorno, persone che incredibilmente (e nel mio cinismo im verrebbe da dire paradossalmente) tengono a te. Forse non cinismo, ma semplicemente incredulità. Perchè l'amicizia è sempre stata un'entita più o meno superficiale, fino ad ora, più o meno discutibile. Una cosa che viene e va, tipicamente adolescenziale. E poi scopri che amicizia è molto più di quello che pensavi, da parte di persone che non immaginavi, e forse non dovresti neanche immaginare, perchè troppo vasta è la tua visione di amicizia e troppo labile il confine con i conscenti.
Ma loro sono lì, non sai come ma li vedi, presenze ben più nitide di altre, e a volte più sfocate.
Parole parole parole che si inseguono, nell'inaspettato equilibrio tra il secondo e il terzo bicchiere. Che poi i bicchieri non sono mai stati un problema, per un astemio mancato.
Per perdermi in pensieri che solo io posso capire, come se mi risvegliassi in un altro corpo per darmi la possibilità di osservarmi da fuori. Un'altra persona. Un'altra vita.
E ti domandi come, come si impara a non conoscersi, per perdere ogni emozione, sostituiti da inutili presenze che arrivano dopo, a ricoprire i ruoli, quando tutti sappiamo che non è possibile, perchè chi ricopre non sarà mai come chi è stato, ma solo un palliativo di qualcosa di sensato. Un noioso palliativo.
E si sa, ma forse si ha bisogno di prendersi in giro per un po'.
Ironia della sorte o irriducibile presunzione. Ed è per questo che le mie parole assumono forma pubblica fino a contrordine, perchè c'è un momento in cui - nel passaggio da privato a pubblico - le parole stesse si accorgono di non essere pronte ad affrontare l'altrove e si ripiegano, divenendo puro pensiero per allietare solo me.
Perchè solo io capisco ciò che è scritto, e osservo.

2 commenti:
si spiega così in parte però il motivo per cui una persona rende pubblici i suoi pensieri... ci si nasconde dietro il muro dell'originalità e unicità di pensiero sperando che in fondo al nostro grido disperato si possa nascondere qualcosa di nuovo... mai sentito... invece il muro è fatto sempre degli stessi mattoni... e dietro al muro c'è sempre una persona normale che pensa di aver capito ma non sa fare altro che costruire muri
Ianna
Sono così stanca che non sono sicura di aver ben capito cosa intendi :)
Però è vero che l'originalità spesso non c'è. E la ricerca dell'originalità fa perdere il gusto dell'espressione.
Che è puro gusto, appunto.
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