Giochiamo un'altra partita
1.
Movimento meccanico, occhi lenzuolo cellulare.
7.03, è presto.
L'ora. E altro.
Chiudo gli occhi per un attimo, in fondo oggi avevo deciso di dormire.
Li riapro. Senza pensarci troppo su scosto il lenzuolo con un gesto secco, mi alzo e apro uno spiraglio della finestra.
Pantaloni, maglietta, sandali.
Acqua sulla faccia.
Dove stai andando?
Acqua sulla faccia.
Scendo piano le scale, dormono tutti, anche gli inquilini.
Dov'è la penna?
Movimento meccanico e biglietto sul tavolo, serafico.
Apro piano la porta e la richiudo. Piano, dormono tutti.
Vento
Pedalo all'impazzata. Il fresco era come l'acqua per un assetato.
Corro verso il porto, ma cambio idea e giro, sotto lo sguardo interrogatorio di un signore.
Anche lui lì per fuggire?
Pedalo. Discesa, pianura, incroci, strade deserte. Chiudo anche gli occhi.
Indecisa sul dove, mi interrogo come in un viaggio.
Destra o sinistra?
Corro vicino alle canne con la rugiada sul braccio, fino all'aeroporto.
E lì, senza fermarmi, giro.
2.
Sopra acqua. Fresca, limpida, alta.
Solo acqua.
In un movimento forsennato, nella speranza che per osmosi si porti via ciò che non mi piace, ciò che non va, che se lo tenga lì.
Lei, solo lei può depurarlo, curarlo. Ciò che non va.
Così: acqua.
Acqua. Limpida, fresca e solitaria. Una corsa furiosa contro i pensieri, che venivano staccati di pochissimo stando lì, alle calcagna.
Forse ce l'ho fatta, per un attimo credo di essere riuscita a lasciarli indietro. O avanti, se mi fermavo all'improvviso.
In questa folle corsa verso il mare, e poi verso la vetta (per la cronaca: a tempo di record, 1h in salita, sono ancora a bocca aperta. Ma forse la smania di lasciarmi tutto alle spalle mi ha davvero fatto fare un miracolo), sono scivolate molte cose nel buio buco del baratro.
Ultimamente la Matita ha lasciato posto alla penna di altri.
Il cacciatore di aquiloni è già sparito, subito seguito dal Padre Selvaggio di Pasolini.
In attesa rimangono:
La pazza della porta accanto - Alda Merini (credo che sia già caduto a suo tempo, ma la memoria è caduta anch'essa)
Pollo al burro a Ludhiana - Pankaj Mishra
Donna in guerra - Dacia Maraini
Caro Michele - Natalia Ginzburg
La miniera sembra inesauribile.
Dall'opossum a La leggenda di Redenta Tiria, passando per Il cacciatore di aquiloni (sì, anche io lo sto per leggere, con mesi di ritardo rispetto alla metà degli italiani), è caduta nel baratro una lettura decisamente più spiazzante.
Tarot
o Tarocchi
Il consultante: il Baratro
Le carte: 12
Tre libri e una voce esperta
Conclusione: panoramica soddisfacente della situazione del Baratro
Ma siccome siamo scettici e non ci piace granchè che le nostre cose possano venir fuori da un paio di immagini (matti, amanti, imperatrici), ascoltiamo in silenzio un'altra lettura di qualche settimana fa.
Perfetta.
Incredibile.
Ora il Baratro sa.
Ma ora che il Baratro sa, però, cosa succede? Cosa deve fare? Cosa deve risucchiare ancora, perchè possa trovare un equilibrio nel caos?
Dopo esser stato risucchiato, Gaza Blues (interessante, soprattutto considerando l'immagine che si ha di quei posti) ha lasciato inaspettatamente il posto a La leggenda di Redenta Tiria di Niffoi.
Update domenica 12 agosto: La leggenda è quasi sparita, che si fa poi?
Che dire.
Non è mai troppo tardi per cadere.
Garcìa Lorca è inciampato, stanotte. Se le mie mani potessero sfogliare
Bell'inizio.
Alba
Un tuffo nell'allegria, non c'è che dire.
Ci sono anime che hanno...
Forse per stasera è meglio cambiare.
Majakovskji
Lilicka
...sarà mica meglio che vada a dormire?
Sottotitolo: se qualcuno pensava che il mondo stesse cambiando, eccoci qua.
In un angolo della miniera, una sede distaccata, dove nessuno mai si sofferma a cercare diamanti e oro, ho trovato due volumi illuminanti.
1973. Enciclopedia per ragazzi. Voll. 3 e 4.
- "Che libri sono questi, Mari?" - mentre cerco una sedia per raggiungerli
- "Aaaaaahh! Quella è un'enciclopedia per ragazzi. Di sinistra!"
Mi chiedo perchè "di sinistra". Lo chiedo anche a lei, ma l'unico modo per capirlo è aprire uno dei due volumi.
"Le civiltà". Titoli:
La nascita dell'America Latina
Gli Indios: libero i schiavi?
Il lavoro forzato
(scorro un po' le pagine)
La politica delle cannoniere
I nuovi padroni
Due guerriglieri (fate lavorare la vostra fervida immaginazione)
Pellirosse: comincia il massacro
La politica del più forte
(li scriverei tutti!)
La terra dei monsoni
Il problema della terra
Gandhi
Tra Cina e Giappone: la Corea
Tra India e Cina
Buddisti e musulmani in indonesia
Il dominio europeo
La spartizione del mondo
Di sinistra! Non c'è che dire!
Noto fin troppe differenze con i libri sui quali abitualmente studiano i ragazzi.
Mi dico che nonostante tutte le pecche che può avere un testo del genere, ha indubbiamente il pregio di dare una visione alternativa delle cose.
A volte non serve leggere tanto, se ciò che si legge riporta sempre la stessa interpretazione del mondo. Purtroppo questo è uno dei problemi più diffusi.
E forse anche per questo ora non sappiamo niente dei nostri "vicini di casa" (come a qualcuno piace dire). Forse se fin da piccoli qualcuno ci facesse davvero capire che non ci siamo solo noi e che il mondo non è europacentrico avremmo qualche possibilità in più. Forse.
1973. Qualcuno credeva che il mondo stesse cambiando. Ma prendiamo in mano ora i libri di testo delle elementari, delle medie e, sì, anche delle superiori (colpa mia, nutro un'insofferenza innata nei confronti di liceali et similia). Quali spunti?
Chiudo "Le civiltà". Ormai sono in piena febbre rivoluzionaria. Altro volume. "Bisogni e risorse". Un viaggio immenso fra i bisogni dell'uomo (partendo dai primari: stimolo e risposta, sensi, riproduzione, ecc.).
Titoli a caso:
Un animale sociale
La mortalità infantile
La limitazione delle nascite
Chi mangia e chi digiuna
L'abito fa il monaco
La casa "decorosa" (questo capitolo è splendido)
Megalopoli
Il villaggio dogon (ricordi di tesi)
Il bisogno di comunicare
La libertà di comunicazione
La disinformazione quotidiana
La disinformazione programmata
Il potere dell'informazione
La controinformazione (tutti uno di seguito all'altro, non sono riuscita a trattenermi!)
Il medico della mutua
Il bisogno d'amare (titolo di una sezione intera, accidenti!)
e via...fino ad arrivare a petrolio, conversione e dispersione e a un ultimo capitolo dal titolo "che fare?".
Arrivata alla fine, capisco che nonostante alcune pecche (a 34 anni di distanza dalla pubblicazione credo sia normale) i due volumi sono degni di essere risucchiati dal Baratro.
Altro?
In questa giornata produttiva sono cadute nel baratro molte cose.
Pensieri scorrevano, fulminei, lancinandomi la mente (e non solo).
Avrei voluto scrivere ogni volta, ma non avendo un pezzo di carta e una penna dovrò sperare di ricordarmi qualcosa, ora. (cosa improbabile, visto che la mia memoria è un pozzo fondo)
Do quindi il via all’elenco dei caduti, in ordine sparso, così come tornano alla mente.
Caduti I
Un viaggio in Sardegna questa volta si sta trasformando in un viaggio in un’altra dimensione.
Per questa volta nessun discorso su identità e simili.
Primo episodio: casa di campagna, esterno giorno.
Le due arrivano a piedi, con una bici al seguito. Chiamano, come se fossero a casa loro, sapendo già di trovare una signora. Vendita approssimativa di verdure, accompagnata dall’insolita richiesta di “fagiolini già puliti e ormai quasi cotti, pranzo della signora”.
Per chi riesce a immaginare la strana “magia” di quel momento...
Secondo episodio: capannone zona “industriale”, interno giorno.
Ammassi di cianfrusaglie di ogni genere, piatti, mobili, stracci, teglie, mollette per terra, materassi.
Il proprietario decide i prezzi al momento, mentre un topo (o almeno così è sembrato) sfrecciava vicino ai piedi (miei), giocando a nascondino tra un mucchio di cose e un armadio che troneggiava in mezzo al passaggio.
Come sono diverse le persone. Come sono diverse dal mondo che ho conosciuto in questi ultimi mesi. Da una parte è una semplicità disarmante, quasi fastidiosa. Dall’altra è, forse, un po’ rassicurante. Una dimensione dove alcune logiche non sono ancora arrivate, dove l’ordine è solo un accessorio sostituibile.
Come in libreria. O meglio ancora in biblioteca.
Uno scaffale che è peggio della borsa di Mary Poppins, più libri prendi più ne vedi più ne trovi. E più ne prendi.
Pochi giorni e una valigia troppo piccola (e già pesante) per pensare di poterli portare via.
Cosa cadrà dentro il baratro in un volo senza ritorno?
In ordine di apparizione:
Consigli a un giovane scrittore (Cerami)
Poesie scelte (Fortini)
Poesie scelte Vol. 2 (Garcìa Lorca)
Poesie (Majakovskij) - con tanto di testo russo a fronte!
Poesie (Bukowski)
La prevalenza del cretino (Fruttero&Lucentini)
Il muro (Sartre)
Il libro della fotografia (Feininger)
Tragedia dell'infanzia (Savinio)
Avrei potuto prenderne altri, ma che senso ha spostarli dallo studio alla camera, togliendosi il gusto (e la scusa) di tornare poi a cercarne ancora?
(io sorvolerei però...dimmi cos'hai fatto con il greco sulla spiaggia!
Senza fiato senza bronco, sei ritornata ma ti stronco.
Se ti lascio in faccia i segni del saldatore, so che capirai, io non ti porterò...rancore*)
Sale.
La pelle sa di sale. Sempre.
Il Baratro è diventato intimista. Pochi giorni e già si è risvegliata una corrente nera che tira giù ogni cosa.
- "Ma guarda bene! La corrente non è nera! Io la vedo piuttosto...arancione".
- "Arancione?"
- "Come un melone. Ma...non solo! In qualche ansa è viola, e negli ingorghi blu"
Questa è tutta matta, pensa.
- "Blu come le pietre e viola come l'acqua. E rossa, come la strada".
Scenari apocalittici.
I risvegli fanno quasi sempre male, e le parole scorrono via senza prestar attenzione al dolore.
La pelle sa di sale, sempre.
In escoriazioni.
*Rapput - Claudio Bisio
Si, vedo in astratto. A volte.
Vivo in astratto, minuto dopo minuto.
Ogni sorso, ogni gesto.
Non sono lì per poter dire cosa sono.
Non sono lì.
Per poter dire come va.
Come va?
"Mi rincorro nel paradosso di un discorso in circolo".
Proprio un paradosso.