martedì, giugno 12, 2007

Voli pindarici

Stretto respiro, perso,
invischiato in folli dibattiti sull'essere.
Sei uno specchio in frantumi.
L'uomo, come uno splendido fiore.
La donna, insospettabile eterno albero
che regge ogni brandello di vela.
Il vento spezza il fiato,
ma non lei.
Non c'è timore nei suoi occhi.
Pura carne.

Un lampo ti riporta qui.
Coperta rossa di ogni notte.
Il ricordo della fugacità
è un sollievo senza parole.
Altro lampo.
Mi sveglio sudata,
l'unica compagnia è il vago ticchettio del ghiaccio.

Lampo.
Non avere premura.
Buttàti nel baratro
si impara a volare.

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