Stralci
Era piuttosto il pensiero della mutevolezza di ogni cosa che la stupiva e l’affascinava.
Aveva tirato fuori i bicchieri, quelli più belli, e quasi senza respirare versò il vino.
Bevve un sorso, solo un sorso, e lo guardò mentre accendeva il fuoco.
Stava bene, si sentiva finalmente libera di essere se stessa senza dover fingere o lottare per apparire sempre al meglio. Era felice, perché sentiva di aver iniziato a camminare di nuovo.
A lungo sopraffatta dai troppi pensieri, ora sentiva solo l’incessabile bisogno di disintossicarsi. Con lui.
[...]
La soluzione era semplice. La pensò in un attimo, il tempo che bastò a togliersi la giacca e saltare nel fuoco.
Urlarono tutti, e nel tentativo di fermarla lui strinse a sé il fuoco fino a perdere i sensi. Gli occhi di pietra si ruppero per lasciar sgorgare lacrime d’oro.
Il corpo di lei si dissolse. Il suo dolore la straziava, ma sapeva che non poteva fermarsi.
[...]
Era l’unico modo, lei lo sapeva.
Non si poteva aspettare oltre, per salvarsi doveva morire in quel vortice di buio. E freddo. Per ritrovarsi di nuovo in tempo. Ed essere lì, quando lui avrebbe ripreso i sensi.

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